Se lesodo dei tedeschi si misura sulla scala dei milioni, nel caso degli procuro casal mulher gay esuli istriani si può parlare di circa 250mila persone.
5.6 divieto DI discriminazione Nella conduzione degli affari del Gruppo, i dipendenti devono rispettare la dignità, i diritti e le differenze culturali degli individui.
Le loro note biobibliografiche sono nei rispettivi articoli e interviste.
Va sottolineato che i tedeschi, quando occuparono lIstria nellottobre del 1943, fecero decisamente molte più vittime e deportarono moltissimi istriani a Dachau e in altri campi di concentramento, ma di questo non parla quasi nessuno.Molto infatti si è scritto in Italia in proposito, talora con risultati molto validi, ma spesso rimane da superare la ritrosia a varcare letteralmente il confine e confrontarsi con laltro.Stiamo parlando di episodi di violenza squadristica, antislovena ma anche antioperaia, che avvengono già prima della presa del potere da parte del fascismo.Nel censimento del 1921 i nuovi abitanti di Trieste provenienti dal regno arrivavano circa al 10 per cento della popolazione complessiva.Qualora in capo al Destinatario si verifichi una situazione di conflitto, anche potenziale, con gli interessi del Gruppo, è necessario che il Destinatario lo comunichi immediatamente al suo superiore e, nei casi di maggiore rilevanza, al Garante del Codice, e si astenga da ogni attività.Tra laltro è molto significativo che gli operai italiani, che avevano mansioni più elevate, riescono a costruire con i colleghi sloveni un rapporto che dura per tutti gli anni trenta.Nei rapporti con i clienti, i Destinatari non devono offrire né accettare regali o altra forma di benefici e/o utilità che possano essere interpretati come mezzo per ottenere trattamenti di favore per qualsiasi attività collegabile al Gruppo e che non siano ascrivibili a normali relazioni.Quali e quanti finirono stritolati nel conflitto?Comunità cancellate La politica di bonifica etnica del fascismo non si attuò solo con limmigrazione di italiani, ma soprattutto con la snazionalizzazione, lassimilazione e la spinta allemigrazione degli allogeni o alloglotti.Il risultato è 152.694 persone.Il puntuale confronto tra le memorie degli intervistati e una ricostruzione della storia sociale e politica dellIstria fa emergere le complesse realtà celate dietro la scelta dellesodo così come di quella di rimanere nel proprio paese dorigine, nonché i processi di costruzione dellidentità legati.Erano in gran parte operai dei cantieri navali di Muggia (che rimase in Italia) di orientamento comunista.3.2 partiti, organizzazioni sindacalssociazioni I rapporti con partiti politici, organizzazioni sindacali ed altre associazioni portatrici di interessi sono tenuti dagli Esponenti Aziendali a ciò autorizzati ovvero dalle persone da essi delegate, nel rispetto delle norme del presente Codice, nonché dello statuto sociale e delle leggi.Poi bisognerebbe considerare le vittime indirette del sistema di occupazione italiano, ovvero uccise fisicamente per mano di ustascia, cetnici e altre forze collaborazioniste che operano grazie al supporto italiano.Questi che vanno in Jugoslavia trovano un ambiente per loro stranamente liberale, riconducibile al fatto che non è un paese cattolico.Piero Purini, Metamorfosi etniche: i cambiamenti di popolazione a Trieste, Gorizia, Fiume e in Istria (1914-1975) (Kappa Vu, 2014).
Sulla legge del 2004 relativa alle foibe, confermo quanto scrivevo nel 2007 sul numero di aprile di LIndice dei libri del mese: con la sua impostazione chiusa e nazionalistica, corre seriamente il rischio di legalizzare il ricordo di crimini (altrui) sulloblio di altri crimini (i.
Un libro che si focalizza soprattutto sulla condizione degli esuli dopo la partenza e sulluso che fu fatto di essi da parte dei partiti di area governativa e da parte delle associazioni dei profughi per modificare gli equilibri etnico-nazionali e politici dei territori dove vennero.



3 rapporti CON lesterno.1 azionisti Dainese.p.A.
Un libro non recentissimo (la prima edizione per la University of Chicago è del 1970 scritto da uno storico sloveno poi trasferitosi negli Stati Uniti.

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